GIULIO MARIA PAPI, UN ROMANO VINCENTE IN BRIANZA

"Ogni palla che tiro è una sfida". La mia per SportClub



Ventisette anni da compiere a Luglio, ma la sua è già una storia intensa da raccontare quasi come una emozionante partita di basket. Iniziata con un osteosarcoma che costringe Giulio a modificare ma non a cancellare i suoi sogni quando ha appena 15 anni, ma che gli permette anche di scoprire, grazie alla Fondazione Santa Lucia di Roma, quell'affascinante mondo che è lo sport paralimpico ed il basket in carrozzina in particolare. Di cui diventa un campione a livelli assoluti, conquistando Scudetti e Coppe prima nella sua "Roma" poi con la maglia della UnipolSai Briantea84 Cantù, città dove è andato a giocare e vivere dalla stagione 2016/17: successi che gli hanno consentito di vestire in pianta stabile la maglia della Nazionale maggiore dagli Europei del 2015, dopo un bronzo continentale conquistato con l'Under 22 nel 2014. Chiamiamolo insomma "Un romano vincente in Brianza", magari guardando l'ultima, in ordine cronologico, foto dello scorso aprile che immortala Giulio Maria cucirsi addosso il suo quarto scudetto, il terzo in maglia biancoblù canturina, al termine di una finale combattutissima vinta contro i campioni d'Italia uscenti di Santo Stefano. Tutto questo con il Covid di mezzo e dopo un anno di stop assoluto, a causa di un banale quanto terribile incidente domestico che ha rischiato di chiudere anzitempo la carriera di Papi. Ma potremmo anche ribattezzarlo un "Romano Ambasciatore dello Sport Paralimpico" e il motivo ce lo spiegherà direttamente Giulio Maria tra poco.

Come vivi questo momento di profonda crisi del basket nella nostra città, dopo il crack della Virtus e il ridimensionamento del Santa Lucia? E quali potrebbero essere le soluzioni per riportare in serie A la pallacanestro capitolina?
Nella mia infanzia ho ricordi di una pallacanestro che attirava le società e le persone a praticarla, a dieci anni sono andato a vedere la Virtus dal vivo, grazie al mio club di quartiere, ed è stata un’emozione incredibile. Poi, complici alcuni avvenimenti che hanno segnato la mia vita, mi sono avvicinato alla realtà dello sport Paralimpico, e potendo indossare la maglia del Santa Lucia sono diventato anche io protagonista del basket romano, nazionale e internazionale. Quando adesso penso che per ragioni diverse, non possiamo avere queste due squadre in serie A, provo un enorme dispiacere per una città che ha dimostrato tanto amore per il basket. Ho un sogno comunque in cui credo ciecamente: vedere le istituzioni, le aziende del territorio e tutti gli appassionati riunirsi per creare un’unica realtà cestistica romana.

Pochi giorni fa è arrivato un altro scudetto conquistato con la maglia della Unipol Sai Briantea84 di Cantù dopo oltre un anno di enormi difficoltà. Non solo a causa della pandemia ma anche, purtroppo, per un incidente domestico che sembrava davvero aver compromesso la tua carriera. Raccontaci questa rinascita di "Un uomo che fa cose super, ma come qualsiasi altro atleta"
Sono contentissimo ed entusiasta di questo titolo, arrivato, come hai sottolineato prima, al termine di un anno anomalo e difficile per tutti. Iniziato per me un giorno di Novembre del 2020 quando sono caduto in casa e mi sono fratturato il femore della stessa gamba che era stata colpita dal tumore nel 2010. Ho dovuto affrontare una serie di interventi chirurgici e tutta una serie di complicazioni che non sto qui a raccontare, ma per fortuna durante il percorso riabilitativo fatto proprio al Santa Lucia a Roma, ho avuto la possibilità di avviare il recupero fisico ma anche di allenarmi, dopo otto mesi di inattività totale, nella palestra del centro

 A dicembre ci saranno gli Europei a Madrid che rilasceranno il pass per il Mondiale del 2022 di Doha, con quali ambizioni ci presenteremo alla manifestazione ed a che punto è il ricambio generazionale italiano in prospettiva futura?
Per me la Nazionale rappresenta un discorso particolarmente importante da affrontare, e proprio per questo dopo aver concluso questa stagione dovremo comunque continuare ad allenarci, proprio per arrivare preparati all'appuntamento di Madrid che rilascerà i pass per il Mondiale, manifestazione a cui non voglio davvero mancare. Malgrado l'obiettivo europeo sia quello di migliorare il quinto posto del 2019 in Polonia, sono fiducioso sulle possibilità di poterci addirittura giocare una medaglia.
 
                                               

Fonte: SportClub - Your Lifestyle Magazine - www.sportclubonline.it
Articolo di: Alessio Teresi

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